L’associazione Lavorare Onlus, essere volontario dal dire al fare!

3 marzo 2014
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3 marzo 2014, Comments 0

Gentilissimi lettori, ho partecipato con grande interesse alla giornata malattie rare tenutasi il 1 marzo al Policlinico Umberto Primo di Roma . A breve verrà pubblicato un breve resoconto dell’evento con una  intervista esclusiva alla vicepresidente di Uniamo Maria Marcheselli e al Dott. Mauro Celli, responsabile aziendale sportello malattie rare. Nel frattempo ho il piacere di raccontarvi la piacevole intervista avuta con il  Dott. Angelo Petroni, presidente dell’Associazione Lavorare Onlus e con la Dott.ssa Antonella Esposito, psicoterapeuta che si occuperà della formazione dei futuri volontari al primo corso organizzato dal Policlinico Umberto Primo.

Dott. Petroni che cosa  è l’Associazione Lavorare Onlus?
E’ la prima  associazione ospedaliera  di volontariato per le malattie rare riconosciuta che opera in una struttura ospedaliera pubblica nello specifico all’interno del Policlinico Umberto Primo. Infatti grazie ad una convenzione stipulata con lo stesso  l’associazione consente di operare come volontario con una divisa riconoscibile bianca e in regime di copertura assicurativa. L’associazione si occupa anche degli aspetti epidemiologici delle malattie rare e il  responsabile del settore  è Andrea Beccari che fa parte del consiglio direttivo Lavorare.

Perché si chiama Lavorare?
Il nome “Lavorare” ha un doppio significato: la parola stessa “suddivisa”  cioè L’-avo-rare sta per l’ avo ,acronimo di “Associazione Volontariato Ospedaliero” e “rare” che appunto sta ad indicare  che si occupa nello specifico di patologie rare. Ovviamente la parola Lavorare indica nello specifico essere volontari ospedalieri al servizio di persone con  malattia rare con le finalità di  sostenere i pazienti, le famiglie i parenti e chiunque debba affrontare il difficile percorso della malattia rara all’ interno di un ospedale quale il Policlinico Umberto Primo.

I volontari da chi sono formati e che compito avranno?
I volontari sono formati dalla Associazione stessa sulla modalità di relazionarsi, su quali informazioni dare e non dare, sull’integrazione e  presteranno il loro contributo presso lo sportello delle malattie rare di cui il Dott. Mauro Celli è responsabile aziendale; avranno una stanza dedicata dove potranno incontrare medici, pazienti e familiari. Potranno recarsi presso i dipartimenti e i reparti per supportare i malati rari anche durante le degenze.

Ci sono idee o progetti futuri?
Un’idea è quella di strutturare un supporto medico legale tramite il contributo di tutti i soci  e un’ assistenza psicologica telefonica per pazienti e familiari magari con numero verde dedicato.

Come si fa a partecipare al corso?
E’ possibile partecipare scrivendo alla Sig.ra Alessandra Della Bianca all’indirizzo segreteria@ananasonline.itQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. E’ necessario abilitare JavaScript per vederlo.  il termine della adesione è Venerdì 7 Marzo 2014. La partecipazione al corso è obbligatoria per coloro che intendono svolgere servizio di volontariato, ed è gratuita per i soci in regola con il pagamento della quota associativa per l’anno 2014 (il pagamento della quota socio potrà essere fatto anche il giorno di inizio del corso).

Come si fa a divenire soci o rinnovare l’adesione della Associazione?
Per divenire socio o rinnovare l’adesione per l’anno solare 2014 si possono inviare i propri  dati (Nome, Cognome, Indirizzo, Telefono, Email) sempre all’ indirizzo email  segreteria@ananasonline.it 


Intervista alla Dott.ssa Antonella Esposito, Psicoterapeuta. 

Dott.ssa quando e dove avverrà il 1° corso di formazione per i volontari?
Il 1° corso di formazione per i volontari che si terrà a Roma venerdì 14 marzo 2014 ore 14:30-18:00 / Sabato 15 marzo 2014 ore 9:00-12:30 presso lo Sportello delle Malattie Rare, Policlinico Umberto I (edificio di dermatologia, piano terra)  Viale del Policlinico, 155 – Roma.

Lei di cosa si occuperà nello specifico?
Degli ”Aspetti psicologici nella comunicazione e nella relazione tra volontario e malato raro”.

In termini pratici cosa significa?
Partendo dal presupposto che Il volontario è uno strumento pratico di approccio alle persone diagnosticate per la prima visita è necessario formare il volontario,  far comprendere come  gestire una relazione efficace con il malato raro  e come approcciarsi al paziente. Verrà fornito anche un supporto psicologico al volontario in modo che sia pronto e idoneo al delicato compito che andrà a svolgere.Infatti Il volontario per primo deve affrontare un percorso psicologico per imparare a gestire il proprio focus di emozioni in modo che sia in grado di riceverne  da chi richiede aiuto e sappia rispondere  in maniera adeguata adottando un comportamento che ha le finalità di prestare assistenza  e orientamento. Il volontario è  anche un ponte fra  paziente e  medico e deve essere in grado di applicare una uniformità nei criteri di comunicazione con la figura professionale.


Di Tiziana Scotti

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